Tecnica mininvasiva protesi d’anca: la via anteriore per un recupero rapido

Uncategorized

Quando il processo degenerativo dell’artrosi raggiunge l’anca e arriva a un punto tale da limitare significativamente la vita del paziente, provocando dolore intenso e difficoltà di movimento, l’unica soluzione definitiva al problema è la protesi, che oggi può essere eseguita con una tecnica mininvasiva per l’anca.

Grazie a un intervento di chirurgia ortopedica, l’articolazione danneggiata dal processo artrosico viene sostituita con una protesi artificiale che consentirà al paziente di tornare a muoversi. Dopo l’intervento, non solo il paziente recupera la completa mobilità, ma non prova più l’intenso dolore tipico dell’artrosi.

Molti pazienti, quando sentono nominare la protesi d’anca, sono spaventati dall’intervento e temono che l’impianto di una protesi comporti una lunga e dolorosa degenza post-operatoria.

Fortunatamente, oggi grazie ai progressi della chirurgia moderna, è possibile affrontare questo intervento con tecniche mininvasive, che offrono significativi vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali. La via d’accesso anteriore per l’intervento di protesi d’anca, in particolare, rappresenta un approccio chirurgico all’avanguardia che sta rivoluzionando l’esperienza dei pazienti.

Via anteriore anca: l’intervento con tecnica mininvasiva

Tra le diverse tecniche di chirurgia protesica per l’anca, la via anteriore (anche detta “tecnica bikini”) rappresenta una delle opzioni più innovative e apprezzate.

L’accesso anteriore consente di risparmiare le strutture muscolari e tendinee situate nelle vicinanze dell’acetabolo, la parte dell’anca maggiormente colpita dal processo artrosico. Nella tecnica bikini si esegue un’incisione direttamente nella piega inguinale, lasciando dunque una cicatrice meno vistosa rispetto alle tecniche tradizionali.

Questa tecnica chirurgica rappresenta un approccio innovativo e mininvasivo alla chirurgia protesica d’anca. Questa metodica prevede che, dopo l’incisione sulla parte anteriore dell’articolazione, si passi attraverso i muscoli dell’anca (muscolo sartorio e tensore della fascia lata, muscolo retto femorale e tensore della fascia lata) senza andare ad intaccarli in alcun modo. Attraversati questi muscoli, si arriva alla capsula articolare che viene sezionata per accedere alla testa del femore. Quest’ultima struttura verrà asportata per procedere con la sostituzione protesica.

L’accesso per via anteriore rappresenta per antonomasia un approccio di tipo “fast track”, una serie di tecniche chirurgiche che mirano a rivoluzionare l’esperienza del paziente e a ridurre i tempi di recupero. L’approccio fast track, infatti, consente al paziente di tornare in piedi già poche ore dopo l’intervento. Nello specifico, potrà tornare a casa dopo 48 ore, camminando con due stampelle per 15 giorni.

Un completo ritorno alla normalità, insieme alla possibilità di riprendere l’attività sportiva, si può avere già dopo 3 mesi.

Tecnica mininvasiva anca intervento - Dr. Riccardo Giacomi protesi d'anca per via anteriore

Tecnica mini-invasiva anca: i vantaggi della via anteriore

La chirurgia protesica d’anca con tecnica bikini si distingue per diversi motivi.

Innanzitutto, la via d’accessopermette al chirurgo di raggiungere l’articolazione dell’anca passando tra i muscoli, senza tagliarli o distaccarli. Questo è un vantaggio cruciale per preservare la forza e la funzionalità muscolare dopo l’intervento ed è particolarmente importante per i pazienti sportivi.

Nel corso dell’intervento con via anteriore anca il paziente è in posizione supina. Questa posizione facilita il controllo della lunghezza e della stabilità della gamba durante l’impianto della protesi.

Vi è inoltre un minor rischio di lussazione dell’anca: grazie all’approccio anteriore e alla preservazione muscolare, il rischio di lussazione (con fuoriuscita della protesi) è inferiore rispetto ad altre vie chirurgiche.

Scegliere la tecnica bikini per impiantare una protesi d’anca significa apportare grandi benefici al paziente, tra cui:

  • Recupero più rapido: molti pazienti che si sottopongono alla chirurgia protesica d’anca per via anteriore riferiscono un recupero particolarmente veloce, con la possibilità di camminare già poche ore dopo l’intervento.
  • Minor dolore e zoppia post-operatoria: la preservazione muscolare tipica della via anteriore contribuisce a ridurre il dolore e la zoppia nel periodo immediatamente successivo all’intervento.
  • Miglior controllo della metria degli arti dopo l’operazione, evitando differenze nella lunghezza.
  • Minor sanguinamento durante e dopo l’intervento.
  • Minore necessità di ricorrere a farmaci antinfiammatori e antidolorifici nel periodo post-operatorio.
  • Minor rischio di complicanze: sebbene la chirurgia di protesi d’anca sia generalmente sicura, le tecniche mini-invasive possono contribuire a ridurre ulteriormente il rischio di alcune complicanze post-operatorie. Non vi è inoltre alcun coinvolgimento del nervo sciatico né di quello femorale.
  • Incisioni di dimensioni ridotte e più facili da nascondererispetto alla chirurgia tradizionale.
  • Ospedalizzazione più breve: grazie al recupero più veloce, spesso i pazienti sottoposti a tecnica mini-invasiva per la protesi d’anca possono tornare a casa in tempi più brevi.

Chirurgia protesica d’anca per via anteriore: il candidato ideale

L’intervento di sostituzione protesica dell’articolazione dell’anca viene in genere raccomandato a tutti quei pazienti che soffrono di un’artrosi ad uno stato avanzato, che non può più trarre beneficio dall’utilizzo di tecniche conservative né dalla Medicina Rigenerativa.

I pazienti affetti da artrosi dell’anca non sono solo pazienti anziani. Anche molti sportivi, ad esempio, possono esserne colpiti. Negli sportivi, infatti, l’artrosi può determinarsi a seguito di un’usura dell’articolazione provocata da movimenti ripetitivi tipici dell’attività motoria che si pratica. Anche in questi pazienti può quindi rendersi necessaria la sostituzione protesica.

L’approccio per via anteriore, inoltre, può essere eseguito anche su pazienti che non soffrono di artrosi. È il caso, ad esempio, di quanti abbiano subìto incidenti o cadute che abbiano provocato una frattura dell’acetabolo o di altre componenti dell’articolazione dell’anca.

L’accesso bikini è una tecnica mininvasiva per l’anca indicata sia per il paziente anziano che per chi soffre di artrosi precoce, sportivi inclusi. Per entrambe le tipologie di pazienti, infatti, consente di ridurre al minimo il sanguinamento e i tempi di recupero grazie al fatto che non prevede di incidere i muscoli, ma consente una via d’accesso intermuscolare. Ecco perché si considera la via anteriore come un approccio mini-invasivo alla protesi d’anca.

Tuttavia, è fondamentale una valutazione accurata da parte del chirurgo ortopedico per determinare se questa tecnica è la più appropriata per lo specifico caso. Fattori come la condizione fisica generale del paziente, la morfologia dell’anca e la presenza di eventuali patologie concomitanti saranno presi in considerazione per offrire la soluzione chirurgica più personalizzata ed efficace.

La tecnica mini invasiva protesi d’anca, e in particolare l’approccio con via anteriore, rappresentano un significativo passo avanti nella chirurgia ortopedica. Questa tecnica offre la sicurezza di un recupero più rapido, meno dolore e un ritorno più veloce a una vita attiva e senza limitazioni.

via anteriore protesi d'anca - Dr. Riccardo Giacomi protesi d'anca per via anteriore

Tecnica mini-invasiva protesi d’anca: il post-operatorio

Il post-operatorio dell’intervento della tecnica mininvasiva d’anca per la protesi con accesso anteriore è sicuramente più facile da sopportare per il paziente che subisce l’operazione. In questo caso, infatti, il paziente sarà in grado di tornare in piedi dopo circa 48 ore dalla procedura, camminando con le stampelle per circa 15 giorni.

La fase post-operatoria è molto importante per ottenere un recupero completo della mobilità articolare.

Ecco perché il Dott. Giacomi in questa fase accompagna il paziente verso la totale guarigione coinvolgendolo attivamente in un percorso personalizzato con degli Hip Coach, fisioterapisti specializzati nella riabilitazione post-chirurgica dell’intervento di protesi d’anca con accesso per via anteriore.

Queste figure professionali elaboreranno per il paziente un piano di trattamento completamente tarato sulle sue esigenze, consentendogli di tornare alla propria vita quotidiana nel più breve tempo possibile, senza dolore.

Dott. Riccardo Giacomi – protesi d’anca con tecnica mini-invasiva

Il Dott. Riccardo Giacomi è un chirurgo ortopedico con più di 30 anni di esperienza. Ha eseguito più di 3000 impianti di protesi d’anca ed è specializzato in chirurgia protesica d’anca e in particolare nella tecnica mini-invasiva che prevede l’accesso per via anteriore.

La sua esperienza e la sua competenza lo rendono uno dei punti di riferimento in Italia e in Europa per la chirurgia protesica d’anca per via anteriore. Ogni anno aiuta centinaia di pazienti a tornare in piedi e guarire definitivamente dall’artrosi dell’anca.

Tornare a vivere senza limiti è possibile. Affidati all’esperienza del Dott. Giacomi per capire se l’accesso anteriore è l’approccio chirurgico migliore per te.

Condividi :