Teaching
Dopo decenni dedicati alla professione, e con una chirurgia mini-invasiva dell’anca così peculiare, ho cominciato, da diversi anni, un percorso di insegnamento a giovani chirurghi e a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo tipo di chirurgia.
Vi porto un esempio: negli USA, nel 2015, circa il 16% dei chirurghi effettuava l’accesso anteriore; nel 2024 c’è stata l’inversione, pertanto più del 50%, precisamente il 56% dei chirurghi esegue accesso anteriore nella chirurgia protesica anteriore dell’anca.
Questa via d’accesso in passato è stata parecchio demonizzata definendola una moda, una via chirurgica che richiedeva una grande curva di apprendimento e non ultimo, la letteratura scientifica che riportava complicanze nettamente superiori alle vie d’accesso tradizionali. Ciò era dovuto, e ne sono stato attore principale, alla mancanza di learning e teaching da parte di chirurghi esperti di questa disciplina. Erano in pochi, in centri disparati, sia in Europa che negli Stati Uniti.
Fino a pochi anni fa non venivano neanche effettuati cadaver-lab dedicati e si assisteva a molta approssimazione ed improvvisazione, portando a risultati molto scarsi.
Attualmente, in Italia, circa il 18% dei chirurghi, con una percentuale in continuo aumento, eseguono l’accesso anteriore all’anca come principale tecnica chirurgica. È per questo che da diversi anni eseguo cadaver-lab e ospito nelle mie sale operatorie un numero sempre più crescente di chirurghi giovani e non, che cominciano ad avvicinarsi a tale procedura o a migliorare la propria attitudine per questa via d’accesso.
Esistono, ormai, strumentari dedicati che facilitano enormemente l’atto chirurgico anche se in verità molte aziende, anche blasonate, non hanno ancora il focus su tale metodica. Il nuovo interesse da parte di tanti chirurghi sta portando ad un affinamento di questa tecnica e ciò nella letteratura internazionale si riflette con risultati positivi per questa via d’accesso.
Questa tecnica è particolarmente indicata in casi complessi, come anatomie ossee atipiche o revisioni di protesi precedenti, dove la precisione della robotica offre un vantaggio significativo.
Grazie alla pianificazione pre-operatoria 3D e alla visualizzazione
in tempo reale, si può garantire un posizionamento ottimale della protesi, riducendo il rischio di complicazioni e migliorando la durata dell’impianto.
Recupero più rapido e una maggiore soddisfazione del paziente, questi sono i risultati.